TESTIMONIANZE

“Avevo paura di crollare davanti ai miei figli. Poi ho trovato un luogo dove poter dire tutto quello che non riuscivo a dire nemmeno a me stessa. Non mi hanno dato soluzioni, mi hanno ascoltata. E piano piano, ho ricominciato a capire cosa volevo davvero.”

“Pensavo che tutto si sarebbe risolto in tribunale. Ma lì mi sarei solo difeso. Qui invece ho potuto spiegare cosa sentivo, e ascoltare anche l’altra parte. Non è stato facile, ma è stata la prima volta in cui mi sono sentito rispettato, non giudicato.”

“Non è stato facile vedere i miei genitori separarsi. Ma quando hanno deciso di affrontare la cosa con rispetto, ho sentito che anche per noi figli c’era spazio. C’era qualcuno che li aiutava a guardarsi negli occhi senza ferirsi ancora. E questo ha fatto la differenza.”

“Ero preoccupata per i bambini, e anche per mia figlia. In quei giorni sembrava che tutto crollasse. Ma ho visto che si poteva parlare, anche nel dolore, senza alzare muri. Questo mi ha dato speranza, anche se non ero io direttamente coinvolta.”

“Ero arrabbiato, deluso, e avevo mille cose da rinfacciare. Ma nessuno mi ha costretto a dire o fare nulla. Mi hanno solo aiutato a fermarmi, a capire cosa stavo davvero cercando. È da lì che ho iniziato a cambiare modo di stare dentro la separazione.”

“Non sapevamo nemmeno da dove cominciare. Parlare senza litigare sembrava impossibile. Ma quello spazio ci ha permesso di fermarci, ascoltarci davvero. Non abbiamo salvato la coppia, ma abbiamo salvato la nostra capacità di essere genitori insieme. E oggi, anche se non viviamo più sotto lo stesso tetto, ci sentiamo ancora famiglia.”

“Mi chiamo Davide, sono un commerciante napoletano.

Nel 2020, a seguito di anni di litigi furibondi con mia moglie, decido di separarmi, soprattutto per porre fine alla sofferenza dei nostri figli di 10 e 5 anni.

Ho la fortuna di conoscere un professionista serio, affidabile e a parer mio giusto che ci propone di ricorrere al sistema della negoziazione assistita. Ci sono voluti non pochi mesi per addivenire ad un accordo, ma non siamo mai finiti dinanzi a un giudice; alla fine abbiamo stabilito di trascorrere il tempo con i nostri figli in egual misura; la casa familiare (di proprietà di mia moglie) restava a lei, casa in fitto a mio carico e spese per il mantenimento dei figli divise in egual misura.

Un equilibrio perfetto, una vita serena (perché decisa da entrambi), durata tre anni, quando mia moglie un giorno racconta la nostra storia ad un avvocato “amico” che a tutti i costi tenta di rimescolare le carte in tavola. Le rimprovera di aver rinunciato a parecchi soldi, addirittura a risarcimenti e le propone di ricorrere al giudice per modificare i patti iniziali. Oggi ci ritroviamo invischiati in una causa che forse nemmeno lei realmente voleva, sopportiamo un notevole costo in termini economici e morali. I nostri figli sono seguiti da uno psicologo e a mio parere finiremo con l’uscirne tutti sconfitti e soli.?”

“Una relazione può rimanere famiglia anche se non è più relazione.”